Videogiochi | Una recensione di Scarlet Moon Immortal
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Presentare un videogioco comporta inevitabilmente un giudizio soggettivo. Un’opera che mi lascia indifferente può piacere molto a qualcun altro. Quanto segue va quindi considerato soltanto come riferimento: se il gioco attira la vostra attenzione, può comunque valere la pena provarlo di persona.
Che tipo di gioco è?
Scarlet Moon Immortal è un gioco di ruolo. Il giocatore controlla la protagonista, raccoglie materiali, aumenta di livello e sblocca scene narrative e illustrazioni. Il combattimento è a turni e ricorda in parte Pokémon.
Per chi non ama accumulare risorse e attraversare più volte le stesse mappe, la struttura può diventare faticosa: molto tempo trascorso a correre da un luogo all’altro può sbloccare soltanto pochi contenuti.
La storia segue la principessa di un regno caduto. Quando era bambina, i soldati nemici irruppero nel palazzo. Sua madre, l’imperatrice, li trattenne a modo suo e permise alla figlia di fuggire. In seguito la ragazza intraprese la via della coltivazione spirituale. Diventata adulta, scopre di non riuscire ad avanzare oltre lo stadio iniziale, lascia la propria setta e comincia a viaggiare per il mondo.
È una classica storia di vendetta. Con il progredire della coltivazione della protagonista, la trama rivela poco a poco la verità su ciò che avvenne in passato.
Perché lo consiglio
Anzitutto, il disegno della protagonista incontra molto i miei gusti. L’ambientazione della coltivazione spirituale è inoltre piuttosto rara fra i giochi per adulti che ho provato, e rende l’esperienza più originale. Le illustrazioni sono nel complesso buone e alcune risultano particolarmente curate.
Il gioco offre anche una notevole libertà. Non esiste un limite di tempo rigido e il giocatore può avanzare secondo il proprio ritmo.
Perché non lo consiglio
Il primo problema riguarda la guida. Il tutorial sull’isola iniziale è abbastanza chiaro, ma quando il mondo si apre compaiono molte missioni secondarie accanto alla storia principale, senza che il gioco ne indichi l’importanza.
La linea narrativa della setta, per esempio, è molto rilevante. Se il giocatore non raggiunge spontaneamente quella zona del mondo, può impiegare molto tempo prima di scoprirla.
Il secondo problema è il disegno delle mappe. Le aree avanzate sono troppo grandi e buona parte del tempo viene spesa semplicemente per spostarsi. Guardare a lungo un piccolo personaggio in pixel correre avanti e indietro diventa presto stancante.
Il terzo problema è la storia. La narrazione tende fortemente al melodramma romantico. Accostata alle meccaniche di un gioco per adulti, talvolta rende le scene emotive poco preparate, e racconto e pubblico di riferimento non sempre si accordano bene.
Nel complesso, il gioco possiede un’ambientazione riconoscibile, una grafica gradevole e molta libertà, ma la guida, le mappe e il ritmo narrativo richiedono pazienza. La convenienza di giocarlo dipende infine dalla tolleranza personale verso il tema e la struttura.